“Io sono la porta”
La porta stretta, la porta della preghiera, la porta bella, la porta del servizio, della pazienza e della speranza. Tante famiglie della Diocesi, accompagnate da Carlo e Nicoletta Berloni e guidate da don Marco Presciutti hanno vissuto una settimana a Pozza, sollecitati dalla catechesi proposta dal Vescovo Andrea.
“Signore, aprici!”.
“Bussate e vi sarà aperto!”
Per entrare a Casa, per riabbracciare chi ci ama e ci attende è necessario varcare la Porta.
A Villa San Carlo noi famiglie abbiamo realizzato la Porta Stretta, così Bella da desiderare di entrare.
Da quel gesto è nato Tutto.
Abbiamo guardato Lui, il suo volto disegnato dai ragazzi e siamo
entrati, come lo storpio guarito, nel tempio, nel bosco, nelle cavità delle montagne, camminando, saltando e lodando Dio. Ognuno ha offerto se stesso: la simpatia, la forza fisica, l’appetito, la fede…perché “a chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto”.
Straordinari i bambini e i ragazzi, testimoni stupiti di ciò che accadeva, responsabili gli uni degli altri, protagonisti delle parabole. I tre briganti e l’amico insistente…non li dimenticheremo!!!
“Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire!!” A noi il compito di seminare e coltivare con pazienza, a Dio quello di raccogliere i frutti.
Siamo tornati nelle nostre case, abbiamo varcato la nostra Amata Porta più certi, più felici perché ci siamo sentiti amati, preferiti, proprio come Gomer, la sposa di Osea.
“Ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore”.
Rendiamo grazie al Signore e a tutti noi portatori di speranza che abbiamo reso tangibile tale Meraviglia.






Siamo in viaggio verso casa.
Abbiamo trascorso un altro anno di lavoro intenso, accompagnato da gioie e preoccupazioni ma col desiderio vivo di risalire tutti insieme il tanto amato Monte.
Ci siamo riusciti!!
In compagnia di Don Marco e Don Marzio abbiamo scalato montagne reali, imponenti, faticose, dalle cime meravigliose dove cielo, terra e uomini si fondono in un solo corpo.
Con Abramo, Mosè, Isaia e Gesù abbiamo percorso e raggiunto le vette “spirituali”.
Ci siamo immedesimati in loro rispondendo “Eccomi!!”, “avvicinandoci a osservare lo spettacolo del roveto ardente”, mangiando e bevendo perché troppo lungo sarebbe stato il cammino per noi.
I nostri bambini e ragazzi hanno mimato i Beati in viaggio verso il Monte della Felicità portando in dono dei fiori, un cuore, il pane e il vino, un abbraccio e il Vangelo, perché nessuno sia mai lasciato solo né abbandonato.
Non mancheranno certo momenti di crisi, di fuga o di paura ma, se saremo attenti, dopo il vento impetuoso, il fuoco e il terremoto, udiremo il sussurro di una Brezza leggera che ci dirà:
“Che cosa fai qui? Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore.”
Noi, famiglie della Pastorale familiare, grate per questa settimana di profonda amicizia, di grande letizia, di unità sponsale, di purificazione dei cuori e di elevazione delle menti auguriamo a noi e a chi incontreremo a valle che “gli occhi mai si spengano e che il vigore non venga mai meno”!
Certi che il Signore provvede.


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